Emilia Vancini e Guillermo Martín-Viana - Pigri
Prodotto da Emilia Vancini e Guillermo Martín-Viana
Registrato al Happy Bird Studio di Den Haag, NL
Sound engeneer - Bert Kaamsteg
Mixing e mastering engeneer - Manolo Cabras
Artwork e cover design - Guillermo Martín-Viana
Numero catalogo - Espira 53025
Emilia Vancini - Voce
Guillermo Martín-Viana - Batteria
"Pigri" non è il solito album jazz. È una collaborazione cruda e minimalista tra la cantante Emilia Vancini e il batterista-compositore Guillermo Martín-Viana. Nella sua essenza, è una raccolta di amati standard jazz, due brani originali intimi per batteria sola e un'audace reinterpretazione di "Pigro", canzone-protesta anni '70 del cantautore italiano Ivan Graziani.
Registrato live in studio senza sovraincisioni, ripetizioni o arrangiamenti elaborati, "Pigri" vive d'istinto e presenza.
Il duo ha scelto di abbandonare la perfezione levigata in favore dell'onestà emotiva, abbracciando le imperfezioni spontanee delle performance in tempo reale. Ciò che ascoltate è ciò che è accaduto.
Il titolo "Pigri" è insieme un omaggio alla canzone di Graziani e un'ironica riflessione sulla scelta artistica di mantenere il progetto volutamente essenziale. Nessun altro musicista, nessuna band, solo due composizioni originali. Il risultato è un album sorprendentemente ricco, audace e intimo che invita gli ascoltatori a ripensare il significato del "fare di più con meno".
"Pigro" è attuale oggi come allora. Aspra critica della mediocrità passiva mascherata da certezza, è una protesta contro l'autocompiacimento. Questo spirito percorre l'intero album.
La voce di Emilia e la batteria di Guillermo parlano con chiarezza, arguzia e sottile sfida. "Pigri" è la loro protesta soffice, la loro sfida alla convenzione.
L'album è ora disponibile per recensioni e streaming.
Vi invitiamo ad ascoltarlo.

Emilia e Guillermo provengono da angoli diversi d’Europa, ma il loro amore condiviso per la musica improvvisata li ha uniti in un dialogo jazz minimalista che sfida le aspettative.
Emilia è nata a Cento, una piccola città vicino a Bologna, in una casa piena di musica classica, dischi italiani d’epoca e il ritmo costante di una famiglia che cantava. Pur avendo studiato seriamente pianoforte e intrapreso una formazione classica, il suo cuore è sempre appartenuto alla voce.
Dopo le prime esibizioni con band blues e anni trascorsi a vivere e lavorare a Londra e Berlino, cantando in cori e scoprendo il jazz dal vivo nella Kantstrasse berlinese, Emilia ha trovato la sua vocazione nel jazz. Dal 1992 si esibisce con musicisti di spicco nei Paesi Bassi e in Italia, rimanendo sempre radicata nella sua eredità musicale italiana. Il suo album del 1998, Canzoni e standards, è un omaggio all’età d’oro della canzone italiana e alla sua influenza senza tempo sulla sua arte.
Guillermo Martín-Viana (Siviglia, Spagna, 1995) è un batterista, sviluppatore e artista visivo con base a L’Aia. Il suo lavoro esplora i confini tra suono, improvvisazione e performance visiva. Dai palchi del jazz contemporaneo nei Paesi Bassi alle venue d’avanguardia in Europa, America Centrale e Asia, Guillermo ha presentato progetti che spaziano dal jazz acustico ai videogiochi performativi e improvvisativi.
Il suo lavoro più recente include la creazione di sistemi visivi generativi che invitano all’interazione del pubblico e alla risposta in tempo reale. Il suo album Songs of Rage and Impotence – 1LL0~ Remixes, pubblicato con l’etichetta Oigovisiones, fonde emozione grezza e arte tecnologica.
Insieme portano energie distinte ma complementari: la profonda sensibilità lirica e l’onestà vocale di Emilia, la creatività ritmica e sperimentale di Guillermo. La loro collaborazione è un incontro di mondi: tradizione e sperimentazione, voce e silenzio, Italia e Spagna.

“La voce di Vancini è leggermente accentata, conferendo alla musica l’aroma fumoso degli europei che assimilano il jazz americano durante il periodo della Repubblica di Weimar in Germania.”
C. Michal Bailey- All About Jazz
“Ascolta questa voce che osa flirtare con i propri limiti senza mai perdere la sua sensualità.”
Jazzques
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